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Progressive trance
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top
La mwbwprogressive trance è un sottogenere di mwcamusica elettronica, proveniente dalla mwcqtrance, che si è diffuso a cavallo fra gli mwcganni novanta e gli mwcwanni 2000. Oggi il genere ha subito diverse trasformazioni e influenze ed è generalmente indirizzato verso l'ascolto piuttosto che al ballo.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Le origini: il periodo "dream" 1995-1997
Il periodo di metà anni novanta coincide con l'avvento di due definizioni di genere: mweadream progressive e mweqmediterranean progressive.
Con la prima definizione si intende la prima forma di progressive che ha successo nella dance internazionale tra il mwew1995 ed il mwfa1997, contraddistinta da melodie sognanti ed evocative unite ai loop ossessivi della musica techno, tra i quali spicca mwfqmwfgChildren di mwfwRobert Miles, disco capace di raggiungere i sei milioni di copie vendute nell'inverno tra il 1995 e il mwga1996. Le origini della dream progressive sono da ricercarsi nella risposta alle pressioni sociali che si verificarono in mwgqItalia durante i primi anni novanta, quando, la crescita del fenomeno dei mwggrave e la conseguente popolarità delle mwgwdiscoteche tra giovani e adulti aveva creato una tendenza settimanale di decessi legati a mwhaincidenti stradali, causati dall'assunzione di mwhqalcol e mwhgdroghe, e da mwhwcolpi di sonno durante la guida dovuti alla danza estenuante. mwiaChildren di Robert Miles fu realizzata proprio a causa di questi incidenti. La musica più calma e riflessiva di questi deejay per concludere le serate, diventò un mezzo per contrastare le frenetiche e ripetitive tracce che precedevano tale tipo di musica e venne accolta con approvazione da parte delle autorità e dei genitori delle vittime di incidenti stradali.cite-ref-1[1]
A questo termine "dream" si associa quello di "mediterranean progressive", nome inventato dalla casa discografica di Gianfranco Bortolotti per definire quel tipo di musica prodotta in seno alla sua etichetta indipendente Media Records, ovvero la musica prodotta da mwjgGigi D'Agostino, mwjwMario Più, Ricky Le Roy e mwkaMauro Picotto. L'idea di pubblicizzare Gigi D'Agostino come inventore della mediterranean nasce dal fatto che D'Agostino, già nei primi anni novanta, aveva pubblicato con la mwkqDiscomagic brani come mwkgNoisemaker Theme che precorrevano la progressive di almeno due anni rispetto all'effettiva diffusione del genere.
Nel 1995 i singoli mwlaFly e mwlqGigi's Violin di D'Agostino anticipano l'album omonimo dell'artista, che raggiungerà le mwlg60 000 copie in mwlwItalia, ottenendo il disco d'oro e consacrando la mediterranean progressive come effettiva scena locale italiana, indipendente dall'uso in Europa del termine "dream", con il quale produzioni come mwmaCelebrate the Love di Zhi-Vago seguono l'onda di Robert Miles, che nell'estate del 1996 replica il successo di mwmgChildren con mwmwmwnaFable e incide un intero album: mwnqmwngDreamland.
Struttura dei brani
I brani possono essere considerati delle piccole mwoqcomposizioni musicali, sia per la loro durata (tipicamente compresa fra i 5 e gli 8 minuti), sia per la presenza di vari strumenti musicali, di un mwogarrangiamento curato e di una struttura più complessa rispetto ad altri generi di musica elettronica. Solitamente sono strutturati in cinque parti fondamentali:
• mwpqIntroduzione o mwpgintro
• mwqaPrima parte
• Fase Climax
• mwqwSeconda parte
• mwrqConclusione o mwrgoutro
L'mwsaintroduzione è caratterizzata dalla presenza di una base molto ritmata e insistente, prodotta essenzialmente da una mwsqgrancassa e da una mwsglinea di basso caratteristica.
Nella mwtaprima parte subentrano progressivamente i mwtqpiatti, che vanno ad integrarsi con le percussioni, e i mwtgriff di mwtwsintetizzatore e mwuatastiere. Talvolta compaiono anche cori e brevi frasi cantate da voci femminili. In questa parte i brani progressive riescono a fondere una sonorità incalzante e insistente (prodotta dalle percussioni, dai piatti e da una velocità superiore ai 130 mwuqbpm) con una sonorità più tranquilla e distesa (dovuta alla presenza di note prolungate e riff di sintetizzatore).
Dopo due/tre minuti la prima parte giunge a un climax, successivamente collegato allo mwuwsvuoto da determinati effetti di distensione. Quest'ultima parte è caratterizzata da una durata compresa fra uno e due minuti, in cui tutta l'orchestrazione si ferma lasciando il posto a melodie tranquille e d'atmosfera, ottenute con arpeggiatori elettronici e sintetizzatori.
Sul finire dello mwvgsvuoto si ha un mwvwcrescendo delle percussioni e di altri effetti elettronici che conducono alla mwwaseconda parte, la quale ripropone le melodie precedentemente ascoltate con quelle della mwwqprima parte. Successivamente i vari effetti sonori vengono progressivamente rimossi, finché si perviene alla mwwgconclusione, generalmente identica all'mwwwintroduzione. Questa caratteristica rende i brani progressive di tipo ciclico e non lineare.
Strumenti utilizzati
Gli strumenti principali dei brani progressive sono i mwxgsintetizzatori, le mwxwdrum machine, i mwyasequencer e le mwyqtastiere. Tuttavia, recentemente vengono impiegati anche strumenti musicali più tradizionali quali mwygpianoforte, mwywviolino, mwzachitarra acustica ed elettrica, utilizzati specialmente nello mwzqsvuoto e nella mwzgseconda parte. In numerosi brani compaiono anche suoni campionati dalla natura, quali le onde del mare, il cinguettio degli uccelli e lo scrosciare della pioggia.
Artisti principali
Note
cite-note-11. ↑ mwkgmwkwItaly's ravers dance down road to death, in mwlamwlqThe Observer, 2 giugno 1996, p.mwlg 19.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni